A pranzo con un gruppo di Tailandesi

A pranzo con un gruppo di Tailandesi
29 Gennaio 2020 Lucia

Quando si viaggia ė sempre piacevole assaggiare le specialità del luogo. Io adoro provare piatti diversi e all’estero non cerco mai ristoranti italiani ma cerco di trovare i locali dove assaggiare i piatti tipici del paese in cui mi trovo.

Quando porto i turisti nei ristoranti di Genova o della Riviera consiglio sempre un menù con i piatti della tradizione ligure.  Faccio di tutto per evitare che gli ospiti stranieri si limitino a spaghetti alla bolognese, scaloppine al limone e tiramisù (che per molti Americani costituisce il presunto menù tipico italiano).

Vi voglio raccontare un episodio della mia vita da guida turistica che mi è capitato qualche tempo fa con un gruppo di Tailandesi.

Eravamo alle Cinque Terre e all’ora di pranzo entriamo in un ristorante di Vernazza.  Io traduco il menù, spiego quali sono i piatti tipici e le specialità: le acciughe di Monterosso,  i muscoli ripieni, le trofie al pesto, etc. Arriva il cameriere per prendere le ordinazioni (sperando peraltro che, essendo il gruppo di sedici persone, scegliessero due o tre piatti dal menù per facilitare il lavoro in cucina).  A questo punto il dramma! Questi simpatici Tailandesi hanno voluto spartirsi ogni piatto del menù… come dire una trentina di piatti diversi, che avrebbero voluto presentati tutti insieme per poter assaggiare in boccone da un piatto e uno dall’altro. Hanno insistito dicendo che in Tailandia non esiste la distinzione tra una prima portata e una seconda, ma che tutto il cibo del pranzo viene portato contemporaneamente e che i commensali si servono poi da soli dai piatti di portata.

A questo punto, dopo un po’ di discussione col cameriere che sperava di poter gestire più facilmente le ordinazioni, ecco che quasi simultaneamente, sono arrivati gli assaggi di tutti i piatti presenti nel menù.

Ma non finisce qui!  Ad un certo punto, ad una coppia seduta ad un tavolo vicino sono state portate delle bruschette come aperitivo… non erano scritte nel menù quindi i miei turisti tailandesi non le avevano ricevute; beh, hanno voluto anche quelle.

Alla fine il pranzo è durato un paio d’ore e sul momento avevo pensato che questi tailandesi fossero dei bei tipi, ma ripensandoci a freddo, un po’ ora li capisco. Quando vado in un paese dove la cucina è così diversa dalla mia,  piacerebbe anche a me assaggiare un boccone di tutte le diverse proposte… con buona pace dei camerieri e di chi sta ai fornelli in cucina.

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