Bologna “la Genovese”

Bologna “la Genovese”
15 Dicembre 2016 Lucia

Bologna la Dotta, la Grassa, la Rossa, la Turrita e, perché no, la Genovese.   Sapete che quando esco da Genova mi piace fare il gioco di cercare qualcosa della mia città negli altri posti del mondo (come avevo fatto a Parigi). Non è sempre facile, ma chi cerca…trova!

L’Archiginnasio

Stavo facendo la turista a Bologna e, voilà, mi sono trovata di colpo di fronte a tantissimi stemmi di famiglie genovesi. Ero entrata nell’Archiginnasio, antica sede dell’Università di Bologna e oggi della Biblioteca Comunale: inizialmente le lezioni della più antica università d’Europa si tenevano in luoghi diversi, spesso nelle case private dei singoli professori, ma dal 1563 fu creata una sede unitaria. Si entra nel cortile e attraverso due rampe di scale si raggiunge il piano superiore con le aule per le lezioni, le aule magne (una per gli Artisti e l’altra per i Legisti) ed il teatro anatomico. Ogni centimetro delle pareti e dei soffitti delle aule, degli scaloni e dei loggiati è decorato con gli stemmi degli studenti che secolo dopo secolo hanno frequentato questa insigne istituzione. Dal XVI al XVIII secolo sono arrivati a Bologna studenti da ogni dove, dalle vicine città italiane, dalle lontane città europee e persino da luoghi remoti del Sud America. Ma io ho scovato gli stemmi di antichi studenti genovesi: ecco alcune foto.

Cattedrale di San Pietro

Continuando le mie peregrinazioni ho visitato la cattedrale, dove ho scovato la lapide tombale di Giacomo Lercaro, cardinale di Bologna negli anni del Concilio Vaticano II; nato nel 1891 a Quinto al Mare da umile famiglia, aveva fatto una ottima carriera ecclesiastica che lo aveva portato al cardinalato a Bologna.

Museo civico Archeologico

Infine ho visitato il Museo Civico Archeologico: la collezione è piuttosto ricca, con reperti preistorici, egizi, etruschi, greci e romani.

Nella sezione sulla preistoria vi è una sala dedicata a ritrovamenti liguri, dal Ponente e dal Levante della regione; peccato che l’allestimento di questa sala sia ancora ottocentesco e quindi non perfettamente godibile.

E poi ci sarebbero altri spunti genovesi, come la tela di Luca Cambiaso nella Pinacoteca Nazionale o il collegio Fieschi ma, dopo tanto peregrinare, la meta finale è stata… un bel piatto di tortellini in brodo di cappone!

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