Il Capitano D’Albertis: il fascino dell’avventura

Il Capitano D’Albertis: il fascino dell’avventura
21 Dicembre 2017 Lucia

Il Capitano D’Albertis

Che uomo affascinante il Capitano D’Albertis (1846-1932), protagonista di mille avventure! Un vero lupo di mare che ripercorre la rotta di Colombo fino a San Salvador e che, con inaspettato amore per la montagna, affronta vette da vero alpinista; va a piedi da Genova a Nizza, e in bicicletta da Genova a Torino, a tempo di record;

si spinge a nuoto, di notte, nelle grotte della Capraia con una candela in bocca, per avvistare le foche; partecipa a spedizioni archeologiche in Egitto e fa per tre volte il giro del mondo.

 Il castello D’Albertis

Il suo castello neogotico sulle alture di Genova è oggi sede del Museo delle Culture del Mondo, ma alcuni ambienti hanno ancora gli arredi voluti dal capitano. La sala gotica o del camino è stata ribattezzata Sala delle Meridiane.

Eh sì, il capitano D’Albertis aveva un hobby un po’ speciale: costruiva meridiane. Ne ha realizzate 106; una decina si trova sulle pareti del castello genovese, altre sono sparse in tutto il mondo. Edmondo de Amicis chiamava il capitano un “girovago pintor di meridiane”, ma il D’Albertis non si limitava solo alla decorazione degli orologi solari, bensì si occupava della loro costruzione, seguendo tutte le fasi della loro progettazione; e tutto ciò avveniva proprio nella sala del castello.

Non manca poi il Salotto turco con un arredo esotico, forse un po’ kitsch, che a me piace tantissimo: ci sono i divanetti con tessuti orientali, armature, pugnali e scimitarre, maschere e narghilè.

C’è la Sala Colombiana, che racchiude la biblioteca con mille volumi. Il capitano aveva una vera e propria passione per Colombo e, quando si cimentò nell’impresa di ripercorrere la rotta del grande navigatore genovese, utilizzò gli stessi strumenti nautici che erano in uso nel XV secolo.

Insomma, il capitano era davvero un uomo pieno di risorse, audace e pronto a fronteggiare i mille imprevisti che gli capitavano nelle sue avventure. Pare che dovette scappare di fretta e furia dalle Isole Marchesi, quando si rese conto che la regina tanto affascinante di quei luoghi, il cui corpo era interamente coperto di tatuaggi (persino sulle falangi dei piedi), era antropofaga e si era già mangiata il primo marito!

Nei bastioni del castello ci sono gli spazi con le raccolte di oggetti provenienti da ogni parte del globo, che costituiscono il patrimonio del Museo delle Culture del Mondo (ma di questo vi parlerò in un altro post).

Il Castello D’Albertis si trova a Genova, in corso Dogali, 18.

 

2 Commenti

  1. Gaf 2 anni fa

    Chissa’ perché, ma la regina delle isole Marchesi mi ricorda una nostra “amica”

    • Autore
      Lucia 2 anni fa

      Ah… non avevo capito a chi ti riferissi… Spiritosa

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