
Sono stata a Gavi e, non me ne vogliano i Piemontesi, mi sono sentita immersa in un’atmosfera genovese: lungo le strade del paese si affacciano palazzi decorati a trompe l’oeil come nella mia città e dentro la parrocchiale di san Giacomo Maggiore si distinguono tele attribuite a Bernardo Castello e a Giovanni Battista Paggi e una piccola statuetta marmorea con la Madonna col Bambino di Francesco Schiaffino.

Se anche a voi venisse l’idea di andare a fare una gita fuori porta, vi consiglio vivamente di visitare il grandioso Forte di Gavi

Il forte di Gavi
Un po’ di storia
Costruito in posizione strategica su uno sperone roccioso ha una storia ricca di alterne vicende; il dominio dei Genovesi iniziato nel XII secolo , torna , dopo alcune interruzioni, ad inizio XVI secolo e fino ad inizio XIX secolo. Il forte, nato con funzioni difensive, voluto dalla Repubblica di Genova per proteggersi dalle mire francesi prima e austriache poi, fu infine utilizzato come carcere durante la Seconda Guerra Mondiale per rinchiudere prigionieri inglesi e americani. I prigionieri qui rinchiusi provenivano da altre carceri da cui avevano tentato l’evasione, e questo forte di Gavi, soprannominato Campo Inferno, era davvero considerato di massima sicurezza.
L’avventurosa fuga di Jack Pringle
Il maggiore americano Jack Pringle è il protagonista di una fuga avventurosa e dall’esito quanto mai improbabile.
Dopo aver scavato un foro che dalla sua cella gli permetteva di raggiungere le sottostanti cisterne dell’acqua piovana, mentre i suoi compagni vengono catturati, riesce a scappare dai bastioni con un salto di parecchi metri. Il racconto di questa impresa lo potete trovare su YouTube. La meta era la Svizzera , ma per disperdere i suoi inseguitori invece che dirigersi subito verso nord scende verso Genova per poi spostarsi a Milano e infine raggiungere il confine elvetico.
La visita al forte
Attualmente è possibile seguire una visita guidata che vi farà scoprire alcuni ambienti del forte: il cortile su cui si affacciano le celle e la antica cappella.
Tra le celle si distingue la scuola di musica, dove i prigionieri avevano ottenuto di poter suonare alcuni strumenti: proprio questi suoni occultavano i rumori che Jack Pringle ed i suoi compagni facevano nello scavare la buca per la fuga!

Gli spazi dei quartieri militari sono spesso utilizzati per mostre temporanee.

Infine si può salire al refettorio e alle terrazze esterne da dove si gode un panorama spettacolare su Gavi e la campagna circostante.
Vi consiglio davvero di fare un salto a Gavi e per la visita al forte consultate il sito ufficiale per giorni e orari di apertura.