
Ho avuto occasione di visitare la Fondazione Ansaldo, all’interno della villa Cattaneo dell’Olmo a Cornigliano.
La villa, costruita dai Grimaldi, fu trasformata in dimora di campagna dai Cattaneo che nel Settecento affidarono a Jacopo Boni la realizzazione degli affreschi interni.

Dal 1980 ospita l’Archivio Ansaldo, aperto al pubblico.
Il ricchissimo Archivio Ansaldo
La Fondazione Ansaldo conserva un archivio ricchissimo con oltre sessantamila unità cartacee, più di un milione di immagini e circa 5500 filmati; un documentazione ricchissima che racconta la storia dell’industria, delle imprese e della vita di professionisti genovesi da inizio ‘800 ai giorni nostri.
L’archivio racconta la nascita e lo sviluppo della storica azienda genovese che prende nome da uno dei soci fondatori : Giovanni Ansaldo.

I documenti ci riportano aspetti sociali ed economici della vita delle fabbriche. Gli elenchi dei lavoratori, tra i quali figurano molte donne e bambini, soprattutto in epoca bellica, quando gli uomini erano al fronte, testimoniano la presenza di operai davvero piccoli ( il più giovane aveva otto anni).
La produzione spaziava dalle locomotive (tra cui le Sampierdarena, adatte per superare le forti pendenze del tratto appenninico) alla cantieristica navale ( col fiore all’occhiello del Rex che vinse il Nastro Azzurro nel 1933).

Già a fine ‘800 l’Ansaldo è presente in contesti internazionali per quanto riguarda l’industria bellica. Le comunicazioni via telegramma erano spesso cifrate: una sequenza di numeri che si potevano decriptare con l’aiuto del Cifrario Mengarini , un codice introdotto a fine ‘800 e usato dall’Esercito Italiano fino alla prima guerra mondiale.


Mi ha davvero incuriosito la documentazione riguardante la UITE, la società di trasporto pubblico genovese, nata nel 1895 e sostituita nel 1965 dall’AMT.
Dopo i primi omnibus a cavalli, il trasporto pubblico genovese si differenzia con i nuovi autobus, le funicolari e le cremagliere. (Leggete questo mio vecchio post sulla cremagliera di Granarolo)..
I disegni conservati alla fondazione Ansaldo mi hanno riportato alla memoria i vecchi autobus che giravano in città quando ero bambina….

E poi…. mille altri documenti interessantissimi. La visita alla Fondazione Ansaldo è davvero ricca di curiosità… potete accedere alla villa, previa prenotazione, seguendo le indicazioni fornite sul sito web ufficiale della Fondazione. Ne vale davvero la pena!