Quattro passi ai Giardini Baltimora

Quattro passi ai Giardini Baltimora
1 Febbraio 2021 Lucia

I giardini Baltimora, noti come Giardini di Plastica, nel cuore della città, sono snodo naturale tra il centro, il quartiere di Carignano e la zona del porto.  Vi si affacciano gli edifici moderni degli uffici della Regione e di altri enti; nonostante la loro posizione centrale sono percepiti come periferici, in stato di degrado e considerati poco sicuri.  Ma è proprio così? Facciamoci un salto!

 

 Da Barabino a Paganini

Realizzati negli anni 70  i Giardini Baltimora sorgono sul luogo del tessuto medievale distrutto o danneggiato durante l’ultima guerra. In questa zona si trovava la casa natale di Nicolò Paganini, cara a molti Genovesi, demolita dopo che i bombardamenti dell’ultima guerra l’avevano resa inagibile. Ai giardini Baltimora vi sono alcune targhe; una era effettivamente posizionata sulla casa del celebre violinista  e dice

Alta ventura sortita in questo umile luogo
in questa casa
il giorno XXVII di ottobre dell’anno MDCCLXXXII

nacque
a decoro di Genova a delizia del mondo
NICOLO PAGANINI
nella divina arte dei suoni insuperato maestro.

 

La struttura più antica della zona è costituita dai lavatoi del Barabino, risalenti al 1797; in realtà si trovavano dalla parte opposta del Rivotorbido, che attraversa la zona, presso la chiesa di santa Maria dei Servi. Furono ricostruiti nell’attuale posizione, sotto le mura di  via del Colle, alla fine degli anni ’70.

Il comune di Genova ha recentemente indetto un bando per la concessione di valorizzazione dei Giardini Baltimora , che effettivamente sono in stato di degrado e andrebbero senza dubbio sfruttati meglio. In caso anche in questa zona oggi un po’ dimenticata c’è qualcosa che ha attirato la mia attenzione: i tanti murales che con i loro sgargianti colori rendono meno grigia tutta la zona.

Andiamo a scoprirli!

 

 I murales di Rois

 

Da un paio di anni lo street artist genovese Rois  insieme ad altri artisti che collaborano con lui ha ricoperto i muri con  graffiti coloratissimi. Ho conosciuto Rois , è un ragazzo molto simpatico che, con entusiasmo, collabora con altri per creare un gruppo di street artist talentuosi che possano riuscire a fare conoscere e apprezzare sempre più questa forma artistica.

Rois  ha un passato  legato al lettering, ma negli ultimi tempi propone anche murales figurativi. Potete seguire Rois sul suo profilo IG .

 

Tipico della street art è la continua evoluzione e mutazione per cui quello che c’è oggi potrebbe non esserci più domani, coperto e sostituito da nuovi graffiti e murales.  Lo scorso aprile 2020 ero riuscita a fotografare  il murale omaggio a Keith Flynt, cantante dei The Prodigy, morto l’anno precedente.

Oggi quel muro presenta un murale diverso che forse presto sarà nuovamente sostituito!

Vi metto qui qualche altra foto dei lavori di Rois,  ma vi suggerisco di andare ai giardini Baltimora per scoprire se ci sono ancora o se ce ne sono di nuovi!

Guardate anche il video sul mio canale Youtube.

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