San Matteo: una piazzetta davvero speciale

San Matteo: una piazzetta davvero speciale
9 Luglio 2019 Lucia

Una chiesa con un bel chiostro, palazzi, storia e leggende, letteratura e arte, e perché no, un buon ristorante: tutto questo in piazza san Matteo. Eh si, a pochi passi dalla centralissima Piazza De Ferrari, si scende per un ripido carruggio e si arriva in una piazzetta davvero speciale.

Ma andiamo con ordine.

 

La chiesa di san Matteo ed il chiostro

 

La chiesa di san Matteo è una vera sorpresa: dietro la facciata medievale, col tipico paramento a fasce bianche e nere, si scopre un imprevedibile interno con stucchi ed affreschi cinquecenteschi. Vorreste una foto? Eh no, non voglio togliervi la sorpresa: non perdetevi gli affreschi del Cambiaso e la Deposizione del Maragliano.

Scendete poi nella cripta per omaggiare il sepolcro del grande ammiraglio Andrea Doria.

Una porticina nella navata sinistra vi porta al chiostro; cercatene, su un capitello d’angolo, la data  e la firma dell’autore: MCCCVIII MAGISTER MARCUS VENETUS FECIT HOC OPUS.

Percorrendo i lati del chiostro troverete murate tante epigrafi che raccontano le gesta dei personaggi della famiglia Doria.

 

 I palazzi di piazza san Matteo

I palazzi le facciate dei palazzi che si affacciano sulla piazza san Matteo creano delle quinte suggestive e rendono questo luogo quasi magico; non per niente nei mesi estivi vi si organizzano spettacoli teatrali all’aperto nelle calde serate genovesi.

 

Di fronte alla chiesa sorge il palazzo di Lamba Doria, eroe della città di Genova per aver sconfitto i Veneziani a Curzola nel 1298; il palazzo mantiene tutt’oggi le caratteristiche duecentesche, con la loggia aperta sulla piazza.

Accanto il palazzo Doria Quartara, dove spicca sul portale il bellissimo rilievo di Giovanni Gagini con San Giorgio che uccide il drago.

 

 

Presso l’angolo con via Arcivescovato sorge il palazzo di Andrea Doria: in realtà il palazzo era stato costruito per Lazzaro Doria nel 1468 ( nell’atrio c’è un bel rilievo con la Resurrezione di Lazzaro), ma fu poi donato  nel 1528 ad Andrea Doria “padre della patria”.

 

Nell’angolo accanto alla chiesa sorge il palazzo di Branca Doria, di cui vi racconto la storia.

Storie e leggende

 

Nel suo viaggio ultraterreno Dante ha incontrato vari personaggi ma, ahimè, proprio un Genovese si è guadagnato un posto “al caldo”, nel punto più profondo dell’Inferno, in compagnia dei traditori: parlo proprio di Branca Doria il cui incontro è raccontato nel XXXIII Canto dell’Inferno. Tra i traditori di parenti e commensali spunta Branca Doria; costui aveva invitato a cena il suocero Michele Zanche e lo aveva fatto uccidere; per dirla in breve aveva preso due piccioni con una fava, macchiandosi in un colpo solo di due delitti, contro un parente e contro un commensale. Dante è però incredulo: sa bene che mentre sta scrivendo la Commedia, Branca è vivo e vegeto nel suo palazzo di Genova.

 

“Io credo”, diss’io lui, “che tu m’inganni;

ché Branca Doria non morì unquanche,

e mangia e bee e dorme e veste panni”.

 

Presto il mistero è svelato: nel corpo mortale di Branca vive un diavolo, ma la sua anima, vista l’indole malvagia, è già all’Inferno.

 

Ogni generazione ha visto un personaggio Doria protagonisti di grandi imprese e di storie leggendarie.

Lamba Doria, vincitore sui Veneziani, ha portato a Genova , tra gli altri prigionieri, Marco Polo.

Sul grande ammiraglio Andrea Doria sono stati scritti infiniti volumi; qui io mi limito a segnalarvi, conservata in una teca all’interno della chiesa, quello che resta della sua mitica spada: era un dono di  Papa Paolo III, con l’elsa incisa e adornata di gemme preziose.  Fu rubata e poi ritrovata nelle fogne vicino a Ponte Calvi ma, ovviamente, spogliata delle pietre preziose.

 

Zupp: il ristorante in Piazza San Matteo.

 

Dalla scorso aprile il ristorante Zupp si è trasferito in palazzo Lamba Doria (chiudendo in salita Coccagna). La proposta adesso è più completa: non solo pranzi e cene, ma anche colazioni ed aperitivi.

Il menù di questo ristorante stuzzica l’appetito e poi mi piace il fatto che finalmente si siano utilizzati gli spazi di questo palazzo che, per anni, erano rimasti in stato di abbandono.

Da provare!!

 

 

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