Scusi, dove è la toilette?

Scusi, dove è la toilette?

 A questa domanda speriamo di essere indirizzati verso dei servizi puliti, corredati di carta igienica e, perché no, con l’acqua calda per lavarci le mani…

 Ma a Genova possiamo avere davvero molto di più … ci sono delle toilette che superano ogni aspettativa e che lasceranno davvero stupiti!

  Una toilette con epigrafi del ‘700

 Nel Bar e Bistrot Zdora, in via Lomellini, troverete  murata sopra il lavandino una lapide del 1723 che riporta il divieto per i padri Filippini di aprire una finestra di fronte al palazzo antistante; divieto sancito da un atto  notarile, probabilmente  per risolvere questioni tra proprietari confinanti e per garantire una certa riservatezza.

Epigrafe inizio 700

Sul muro di fronte, un’altra  epigrafe di inizio ’700  sancisce che i Padri del vicino oratorio di San Filippo Neri non  avrebbero potuto ricostruire un edificio  precedentemente demolito se prima non avessero pagato un debito di oltre ottomila lire.
 

Epigrafe inizio 700

Una toilette con stencil d’autore

 Se come me siete appassionati di street art e siete ammiratori del genovese Stevo, oltre che in giro per città, potete trovare i suoi stencil all’interno della toilette del locale Groove Burger in via ai Quatto Canti di San Francesco.   Qui nella toilette campeggia il ritratto di William S. Burroughs e trovate alcune sue frasi come l’iconica:

“Parole, colori, luci, suoni, pietra, legno, bronzo appartengono all’artista vivente. Appartengono a chiunque sappia usarli. Saccheggiate il Louvre”.
 

Burroughs  by Stevo

E voi siete mai capitati in una toilette un po’ particolare? Se sì, fatemelo sapere!

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